Al Centro Tau abbiamo iniziato un laboratorio di metodologia non formale, un percorso di 30 ore che ci sta aiutando a capire meglio cosa significa lavorare con i giovani in modo consapevole e competente.
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Questo laboratorio fa parte del progetto HOPE ed è un’occasione importante per metterci in gioco, confrontarci e riflettere sul nostro ruolo. A guidarci in questo percorso c’è Ana, che gestisce gli incontri e ci accompagna alla scoperta delle metodologie non formali attraverso attività, momenti di confronto e riflessioni condivise.
Durante gli incontri stiamo approfondendo il tema dell’identità dello Youth Worker, cercando di capire meglio quali competenze servono davvero per lavorare con le nuove generazioni. Parliamo di ascolto attivo, empatia, leadership, lavoro di squadra e strategie partecipative, ma non lo facciamo solo in teoria: partiamo dalle nostre esperienze, dai nostri vissuti e da quello che succede quando ci relazioniamo con gli altri.
La cosa più interessante è proprio questa: non si tratta di un percorso fatto solo di spiegazioni, ma di uno spazio in cui possiamo sperimentare, osservare noi stessi e crescere insieme. Ogni incontro ci dà la possibilità di riconoscere i nostri punti di forza, ma anche di riflettere sulle difficoltà, per costruire un modo di lavorare più attento, più efficace e più vicino ai bisogni dei ragazzi e delle ragazze.
Questo laboratorio ci sta facendo capire che costruire professionalità non significa solo imparare tecniche, ma anche sviluppare uno sguardo più profondo sulle relazioni educative e sul valore del nostro intervento nel territorio. È un percorso che ci aiuta a diventare più consapevoli, sia come futuri operatori sia come persone.
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In questo senso, il laboratorio è davvero un luogo di confronto, creatività e crescita, dove ogni partecipante contribuisce con la propria esperienza. Giorno dopo giorno stiamo costruendo strumenti che potranno esserci utili nel lavoro educativo e sociale, per accompagnare i giovani in percorsi sempre più significativi.
